Il progetto di ISF - Italia in Kosovo
Il progetto è nato dall'invito fatto all'associazione ISF-Roma dalle
associazioni Gruppo Sprofondo Imperia e Pl@netnoprofit di Milano a
partecipare al campo internazionale di volontariato organizzato nel mese
di Agosto 2002 nella zona di Rudnik, a 30 km da Kosovska Mitrovica in Kosovo.

I principi ispiratori del campo erano la promozione della pace, della
solidarietà tra i popoli, dei diritti umani, della dignità, della legalità
e della giustizia. Il fine, quello di creare, attraverso il campo,
un'occasione di condivisione di un'esperienza umana interculturale.
Durante il campo di lavoro i volontari delle prime due associazioni
sarebbero state impegnate in attività di animazione per i bambini presso
la comunità di Runik.

Il
contatto a Runik era costituito da Ganj, un uomo
che era entrato in contatto con l'associazione Gruppo Sprofondo durante
la guerra mentre era profugo a Sarajevo, e che una volta tornato in Kosovo
era stato aiutato dall'associazione stessa a ricomprarsi delle mucche
attraverso un microcredito. Ganj adesso è una specie di assessore alle
politiche giovanili a Skenderaj, e lui ha messo in contatto le associazioni
con i presidi della scuola elementare di Runik e la scuola superiore di
Skenderaj.
Il contributo di ISF-Italia è consistito in un progetto per la realizzazione
di un corso di informatica per gli studenti dell'Istituto Tecnico "Anton
Cetta" di Skenderaj, avente una popolazione scolastica di più di 2100 alunni,
allo scopo di fornire all'Istituto un importante strumento per inserire nella
didattica annuale la materia di informatica. La scuola è priva di laboratori
e di qualsiasi supporto didattico, e molto fatiscente nella struttura e nelle
attrezzature. L'edificio era stato una prigione durante la guerra, ed una
stalla per il decennio precedente!!!
Il materiale necessario per la realizzazione del progetto è stato reperito
in Italia, tranne il gruppo elettrogeno che è stato acquistato in Kosovo.
I PC sono stati donati dalle Ferrovie dello Stato. Su di essi è stato
installato il pacchetto applicativo per Linux OpenOffice, regalato dalla
SuSe. Tutti i costi per il materiale, nonché i costi di trasporto, sono
stati coperti attraverso autofinanziamento (cene eque e solidali etc.)
interamente dall'associazione ISF-Roma.
La nostra esperienza - breve cronostoria
- eventi fondamentali
Il primo gruppo, del quale facevo parte anche io, per le due settimane
che andavano dal 5 al 18 agosto, era "guidato" da Matteo, di ISF-Roma;
sempre da Roma arrivavano Livia - ingegnere ambientale, Davide, ingegnere
delle telecomunicazioni, e Giovanni, studente di ingegneria elettrica.
Da Trento arrivava Luca, studente di informatica, per Torino c'era Paolo,

studente di ingegneria idraulica, e da Genova c'ero io, ingegnere idraulico.
Infine, last but not least, c'era Carlos, catalano che vive a Londra amico
di Davide, neo laureato in informatica.
Il nostro arrivo è stato abbastanza rocambolesco. Partiti infatti da
Milano sabato 3 agosto in prima mattinata, dopo una tappa notturna fra
Zagabria e Sarajevo, siamo arrivati a Runik,

alle cinque del mattino del
lunedì, dove alloggiavamo nella scuola dove gli animatori facevano
attività di giorno.
Il lunedì stesso, dopo circa tre ore di sonno (!!!), siamo andati alla
nostra scuola, a Skenderaj, dove abbiamo preparato l'aula di informatica,
portando dentro calcolatori, allacciando la rete eccetera.
Dal giorno dopo abbiamo cominciato le lezioni.

I ragazzi erano divisi in
tre corsi, di tre ore ciascuno, dalle nove del mattino alle sei del
pomeriggio, più o meno per classi, studenti del secondo terzo e quarto
anno rispettivamente. Ogni classe era di circa venticinque ragazzi, ed
alla difficoltà dovuta a dovere spiegare di informatica si aggiungeva
la grande difficoltà della lingua, che costringeva noi a spiegare in
inglese - e per me vi assicuro è stato veramente difficile - per poi
sentire tradotto in albanese. Il desiderio nostro di farci capire, come
quello loro di capire noi del resto, era comunque tale che in qualche
modo ce l'abbiamo fatta sempre!
In generale nessuno di loro parlava una seconda lingua, qualcuno si
arrangiava con un po' di inglese, qualche altro con un po' di italiano
imparato durante la guerra, quando magari erano stati ospitati in Italia,
qualcuno parlava il tedesco,

imparato dai genitori emigrati in Germania,
e qualcun altro un po' di spagnolo, imparato dalla televisione, per la
precisione dalla telenovela "Terra mia", a quanto pare seguitissima
da tutti!!!
I nostri traduttori erano dei professori della scuola stessa.
Dal punto di vista tecnico le cose spiegate non sono state tantissime,
nozioni fondamentali sull'uso del calcolatore, nozioni sull'albero delle
directory, e poi un po' di programma di scrittura e di programma di calcolo.
I ragazzi sono stati sempre attenti e disponibili, puntuali a lezione,
desiderosi di imparare qualcosa di nuovo… qualcuno ci ha anche chiesto
di intervallare qualche parola di italiano durante le spiegazioni, così,
per imparare qualche vocabolo in più… In una parola, i ragazzi erano
bellissimi. Anche adesso, qualcuno di loro mi ha scritto qualche mail,
in un italiano - inglese - albanese improbabile.
Durante le due settimane un giorno è stato dedicato ad una lezione
speciale per i professori, nella quale gli è stata spiegata l'architettura
dell'intera rete e alcune nozioni fondamentali per potere mantenere rete
e macchine in buon funzionamento.

La nostra paura infatti era che tutta
l'aula restasse poi inutilizzata al primo problema, ennesima cattedrale
nel deserto. Loro sembravano soddisfatti, speriamo bene!
Libri e link utili
· Stefano Bianchini "La questione jugoslava" ed. Giunti
· G. Scotto E. Arielli "La guerra del Kosovo" ed. Riuniti, molto
bello anche perché spiega tutta la strategia dell'escalation di una guerra
· "La notte del Kosovo" - La crisi dei Balcani raccontata dai giornali di
tutto il mondo, raccolta di articoli dalla rivista Internazionale
· tal Joze Pirjevec "Le guerre jugoslave 1991-1999", ed. Einaudi
· G. Marcon Le ambiguità degli aiuti umanitari ed. Feltrinelli
SITI INTERNET
www.peacelink.it
www.osservatoriobalcani.org
www.ecn.org/est/balcani