La gestione delle acque di prima pioggia è uno degli obiettivi primari ai fini della tutela dei corpi idrici ricettori; tali acque, infatti, costituiscono il veicolo attraverso cui un significativo carico inquinante costituito da un miscuglio eterogeneo di sostanze disciolte, colloidali e sospese, comprendente metalli, composti organici e inorganici, viene scaricato nei corpi idrici ricettori nel corso di rapidi transitori.

La acque di prima pioggia necessitano pertanto di opportuni trattamenti al fine di assicurare la salvaguardia degli ecosistemi acquatici conformemente agli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).

In ambito urbano le sorgenti che causano l’alterazione della qualità delle acque meteoriche di dilavamento possono essere distinte in sorgenti diffuse sul territorio (rete stradale, parcheggi, etc.) e sorgenti puntuali come nodi infrastrutturali e piazzali di siti produttivi, nelle quali la tipologia di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta. Per quanto concerne le sorgenti diffuse, come documentato in letteratura, sono state condotte numerose campagne di monitoraggio per la caratterizzazione delle acque di prima pioggia volte alla determinazione sia del processo di formazione ed accumulo delle sostanze inquinanti sia alla successiva fase di trasporto all’interno del sistema di drenaggio di tipo unitario e separato.
Ad oggi, invece, le criticità puntuali presenti sul territorio non sono ancora state generalmente oggetto di particolari indagini; nonostante i siti produttivi siano caratterizzati da un’elevata eterogeneità, sono riconducibili ad una serie di categorie in termini di superficie/utilizzo del suolo che si possono ritenere omogenee dal punto di vista di tipologia di carico inquinante atteso.
Accanto a tipologie di siti produttivi (stazioni di rifornimento carburante, autodemolitori, etc.) caratterizzati da superfici scoperte di dimensioni ridotte ma al tempo stesso diffusi su tutto il territorio, sulle zone urbane costiere insiste un’altra significativa criticità: le aree portuali. Esse assumono una notevole rilevanza in termini di sostanze inquinanti dilavate dalle acque di prima pioggia, tali siti sono infatti caratterizzati da estese superfici asfaltate adibite a molteplici attività turistico-commerciali, tra cui terminal per la movimentazione di contenitori e merci varie e terminal passeggeri. È inoltre necessario evidenziare che generalmente le reti di smaltimento delle acque meteoriche in ambito portuale scaricano direttamente in mare le acque senza alcun trattamento.

Realizzazione Sito: Annalisa Molini